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Leggi la PROPOSTA DI LEGGE GUCCIONE-MIRABELLO che viene attualmente discussa in Consiglio Regionale.


Perchè partorire a casa?


Leggi la nostra PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE che tutela e promuove il Parto Naturale in Calabria.


Leggi lo STUDIO STATISTICO compiuto sulle partorienti calabresi nel 2015.

qualsiasi donna dovrebbe leggere questo prima di entrare in sala parto.
qualsiasi donna dovrebbe leggere questo prima di entrare in una sala parto


Il parto: tutta una questione di testa.


La nascita di Gesù nella grotta: vi professiate cristiani o meno, la Natività è la essenza sacra della nascita come atto di amore che vince la paura e la morte.


Una utile guida informativa dai nostri vicini oltre lo Stretto


La funzione del dolore nel parto.

Cosa vogliamo?

Innanzitutto vogliamo un gran bene alla regione in cui viviamo, ed anche alle persone che la amministrano interpretando al meglio le nostre esigenze. Detto questo, guardando in particolare alla situazione della sanità calabrese, obiettivamente è una macchina burocratica stupenda che funziona benissimo, ma il cui obiettivo non è la sanità dei cittadini, ma invero la sicurezza economica di una buona percentuale degli stessi, cioè tutti coloro che lavorano direttamente o indirettamente con il denaro pubblico che la regione investe nella sanità pubblica. Detto questo, se le esigenze dei cittadini calabresi corrispondono a questo, cioe di avere una pessima salute, in cambio di una certa prosperita o almeno stabilità economica, allora è evidente che c'è da lavorare per tirare fuori da questo madornale equivoco qualche milione di persone, e la classe politica fra di esse, che continuano a pensare (davvero??) che il progresso della sanità consista nell'acquisto di costosi macchinari o nella costruzione di nosocomi sempre piu grandi, atti a comprovare lo stato di malattia di sempre piu persone. In sostanza, sembra che il popolo calabrese aneli ad essere o diventare ammalato, così che ci sia abbastanza lavoro nella Sanità per tutti quelli che sono sani -fra una malattia pagata e un'altra-.

Vogliamo contribuire ad un progresso sanitario, culturale e umano della regione in cui viviamo. Direste: ma cosa c'entra il parto in casa con tutte queste altre cose? Nulla!". Incredibile a dirsi, ma pare che tutto abbia principio, nella storia sanitaria e umana di una persona, proprio con la nascita. Una nascita non fisiologica è facilmente il primo atto di una serie di disagi fisici e psichici, nella madre come nel nuovo nato.

Vogliamo poter avere nostro/a figlio/a a casa nostra, salvo complicazioni, possibilmente con l'assistenza di una o due ostetriche con esperienza di parto domiciliare. Vogliamo poter instaurare con loro nel periodo precedente al parto un rapporto di reciproca fiducia, basato sul rispetto della partoriente e sulla conoscenza della sua psicologia. Perchè? Per almeno due motivi:

1- È il diametralmente opposto di cio che accadrebbe nel caso di un travaglio e parto in ospedale, con una alta probabilità di dover condividere il tempo e la professionalità delle ostetriche con altre partorienti, con la fretta di non poter prolungare il travaglio troppo oltre il turno di lavoro del personale, con la spersonalizzazione del trattamento, dovuto non già a carenze professionali del personale medico e ostetrico, bensi ai protocolli il cui solo rispetto permette ad un reparto di funzionare a pieno ritmo senza incidenti. Incidenti infatti ne accadono molto raramente. Complicazioni al contrario sono piuttosto frequenti.

2- Perchè mai dover uscire durante il travaglio dall'intimità della propria casa, dove la gestante può muoversi, dire, fare o non fare quello che più la fa sentire a proprio agio, e può poi gridare, denudarsi, raggiungere lo stato di grazia tipico del parto, perchè dover uscire di casa per raggiungere un posto estraneo, pubblico, circondata da persone che hanno un razionale timore che qualcosa possa andare storto, e perciò la controllano con le dita, con i macchinari, le dicono cosa fare, quando spingere, come spingere, quanto è dilatata, se vuole l'epidurale... per molte donne la situazione ideale per far sorgere delle complicazioni, che nascono dal cervello e finiscono per compromettere la normale emissione degli ormoni che si producono durante il travaglio.

3 - Già solo il fatto che secondo il protocollo in ospedale il neonato dopo pochi minuti che trascorre accoccolato sul petto della madre deve venire portato via per essere lavato e controllato è un motivo sufficiente per desiderare che lui o lei venga alla luce altrove: ciò che accade nelle prime ore dopo la fuoriuscita del feto è di importanza cruciale per l'intera esistenza del neonato, condizionando il modo in cui potrà avere fiducia negli altri, la apertura e la generosita verso gli altri, la resilienza nelle avversità, mentre per la madre è altrettanto importante per cominciare in tempo a stimolare con la suzione la produzione del colostro, nonchè diversi ormoni la cui funzione biologica non è del tutto nota.
Per non parlare del protocollo che impone il taglio del cordone ombelicale il prima possibile dopo il parto: sono misure igieniche assolutamente comprensibili in un ambiente altamente a rischio di infezioni come un ospedale, ma a fronte dei vantaggi per la salute futura del neonato, sarebbe da enumerare anche questa fra le ragioni del parto in casa, che è in genere un luogo più sicuro dal punto di vista igienico.

Vogliamo che la società attorno a noi, in Calabria come altrove, cessi di togliere sistematicamente alle donne il ruolo di protagoniste della nascita, e restituisca alla professione ostetrica il ruolo fondamentale che ha sempre avuto, di assistere il parto in modo dolce, con le parole, i gesti, la presenza più che con misurazioni e interventi. Vogliamo che attraverso l'educazione pubblica (scuole, consultori familiari, enti religiosi) alla donna siano forniti gli strumenti culturali per imparare ad avere fiducia e rispetto del proprio corpo, in particolar modo nel delicato momento del parto.

In mancanza della regolamentazione legislativa, che spetta alla Regione Calabria, relativa al parto a domicilio assistito e il rimborso della prestazione ostetrica, e indipendentemente dalla nostra situazine economica attuale, invitiamo la Regione Calabria a discutere con urgenza la proposta di legge da noi redatta, che vorremmo venisse approvata il prima possibile, anche se per la nostra prossima nascita certamente non si farà più in tempo...

Negli scorsi mesi abbiamo parlato con tantissime persone attorno a noi di parto naturale...In ultimo abbiamo consegnato al sindaco del nostro comune, Cittanova, la nostra proposta di legge, e dobbiamo sperare che il nostro comune come altri comuni calabresi capisca l'importanza cruciale di una politica regionale per la buona nascita. Ne va della qualita della vita della nuova generazione, che non si misura affatto in benessere materiale, auto, computer o case: la qualità della vita che ci auguriamo per i nostri figli è la salute psico-fisica, ed è proprio quella che lascia a desiderare nella generazione venuta fuori in massima parte dal parto ospedalizzato.

"Il parto a domicilio dovrebbe essere rimborsato completamente dalla vostra A.S.L., che va a risparmiare i soldi del parto ospedaliero." (citazione dal sito Nascere in casa").


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